domenica 22 marzo 2026
Monti Lucretili – Monte Gennaro
Escursione in Auto private
Difficoltà: E
Dislivello in salita: 500 m
Dislivello in discesa: 500 m
Ore: 5 ore circa
Accompagnatori:
Marina Bracaglia DdE- ONC Marina.bracaglia@cairoma.net
ASE Ezio Di Pietro
DdE Marina Guidi
Descrizione:
“Fauno veloce lascia spesso il Liceo per l’ameno Lucretile e difende ognora le mie pecore dal fuoco dell’estate e dal vento procelloso”
MONTE GENNARO è la vetta più frequentata del Lazio e amata dai romani: il Mons Januarius degli antichi, la montagna che domina la Campagna Romana e che i Romani consideravano sacra a Giano, il dio degli inizi e dei ritorni. Una montagna simbolo per i camminatori romani.
Da sempre amata dagli escursionisti della capitale, la caratteristica vetta triangolare del Monte Gennaro domina la Campagna Romana ed è visibile da gran parte della città.
Quando ci si avvicina a Palombara Sabina o a Tivoli, oppure si percorre l’autostrada A24 verso L’Aquila, la sua presenza diventa imponente. Da oltre trent’anni il monte è parte del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, uno dei territori montani più interessanti e accessibili del Lazio.
Numerose sono le tracce antiche sul Pratone, infatti l’uomo ha lasciato segni profondi intorno al Monte Gennaro che ancora sono visibili ai nostri occhi. Sul Pratone gli archeologi hanno ritrovato utensili in pietra – raschiatoi, punte di freccia e chopper – testimonianze dei cacciatori preistorici che frequentavano queste montagne.
Ancora oggi il paesaggio conserva una forte presenza pastorale: vacche e cavalli al pascolo brado e i fontanili di Campitello ricordano che qui, da millenni, vivono e lavorano allevatori e pastori.
Le esplorazioni dei Lincei
Tra il XVI e il XVII secolo il Pratone fu teatro delle esplorazioni botaniche di Federico Cesi, principe di Monticelli e fondatore nel 1603 dell’Accademia dei Lincei. Nel 1628 uno dei suoi compagni di escursione, il medico bavarese Giovanni (Johann) Faber, annotò:
“Su questo monte quale varietà di piante! Quale incantevole fioritura verso la fine di maggio! Che copiose scaturigini di limpidissime acque!”
Il percorso ci condurrà alla vetta del Monte Gennaro regalandoci un panorama straordinario. Avremo la possibilità di riempirci gli occhi del contrasto tra pascoli e faggete, fioriture e agrifogli, canaloni e rocce che renderanno l’escursione particolarmente affascinante.
Partiremo prendendo il sentiero 302b. Dopo 15 minuti, all’altezza della località denominata Malepasso, ci si immette sul sentiero 303 proveniente dalla Sella del Monte Morra (SanPolo). Proseguendo, dopo il caratteristico tratto pietroso, si scende dentro al bosco, da cui il sentiero ufficiale, inizia a salire entrando in Valle Cavalera. Da qui, continueremo invece dritti nel bosco, fino ad arrivare in località Prato Falicchio, da cui inizia il tracciato denominato dell’Uva Spina, dai locali chiamato anche Gubinelli (0.30 da Prato Favale) per poi arrivare dopo 30 minuti da Prato Falicchio al Pratone di Monte Gennaro nei pressi della croce commemorativa, del pastore Gubinelli. Sbucati sul prato, prenderemo un’intersezione, andando leggermente sulla sx in direzione della cima di Monte Gennaro (dal Pratone ben visibile).
Il sentiero poco dopo si immette, in un boschetto e successivamente in una radura; da qui svoltando decisamente sulla dx si proseguiremo salendo, entrando in un’evidente valletta. Dopo un tratto pianeggiante e aperto proseguiremo per altri 100 metri, fino a raggiungere la cima del Monte Gennaro.
La discesa avviene per il sentiero normale 305, attraverso la ‘Troscia’ e il Pratone. Dopo averlo attraversato fino alla Chiesetta, si imbocca il sentiero 303 fino al punto di partenza.
Appuntamento:
1° appuntamento: ore 7.00 a Piazza Sassari fronte Metro B Policlinico
2° Appuntamento a Prato Favale alle ore 8.30 PUNTUALI
Da Palombara raggiungere Marcellina, attraversare il paese seguendo le indicazioni per San Polo. Appena usciti dal paese, prima degli evidenti silos con raffigurati i volti degli antichi operai, prendere sulla sinistra la strada (in corrispondenza dell’antico altoforno) che percorsa fino alla fine condurrà al punto di partenza.
Equipaggiamento: Scarpone a collo alto con suola scolpita, consigliati i bastoncini telescopici, almeno 1 litro d’acqua, snack, frutta secca, pranzo al sacco
Consigliata la macchina fotografica
Iscrizioni: iscrizioni al seguente link: https://forms.gle/JeBbPJ9nZ3ZfZQYb8 attivo fino alle ore 17 del giorno venerdì 20 marzo 2026.
I non soci CAI per partecipare devono passare in sede CAI Roma via di Monte Testaccio 64 per effettuare il pagamento in segreteria dell’assicurazione “non soci” previo accordo con gli accompagnatori scrivendo a Marina Bracaglia marina.bracaglia@cairoma.net o scrivendo un messaggio whatsapp al numero 3349259636 fino alle ore 17 del giorno venerdì 20 marzo 2026.
Costo: € 10 soci – €10 familiari, €23 non soci (previo accordo con gli accompagnatori e stipulazione dell’iscrizione in sezione CAI Roma via di Monte Testaccio 64)
Note: Gli accompagnatori si riservano di modificare il programma e qualunque dettaglio dell’evento sulla base delle condizioni meteorologiche, delle condizioni dei partecipanti e/o di altre situazioni che potrebbero incidere sul regolare svolgimento e organizzazione delle stesse. I soci non automuniti potranno partecipare se saranno disponibili posti auto. Per le spese viaggio vale la consuetudine che il costo del carburante e l’eventuale costo dell’autostrada sarà ripartito tra i membri di ciascun equipaggio ad esclusione dell’autista. In prossimità dell’evento sarà creato un gruppo WhatsApp con i recapiti di tutti i partecipanti per condividere tutte le informazioni logistiche e organizzative. |