Il Chamje Khola è un profondo canyon che si trova in Nepal centrale (Himalaya). Siamo sotto i ghiacciai del massiccio del Manaslu, uno degli 8000 presenti in Nepal.

Il torrente che vi scorre all’interno è un affluente sinistro del Marsyangdi, il fiume di fondo valle che nasce nel massiccio dell’Annapurna.

Marsyangdi

La confluenza è spettacolare. Le acque del torrente si gettano nel fiume con una cascata da 140 metri, soprannominata Mustang.

mustang 1

Nell’ambito Torrentistico viene giustamente considerato uno dei torrenti più difficili al mondo, se non il più difficile, definendolo il K2 del canyoning. Ed il paragone non è a caso!

Ecco qualche dato per capire esattamente di cosa si tratta.

Nella pratica del torrentismo l’acqua è il fattore di maggior rischio. Il Chamje Khola è alimentato da un bacino idrografico di oltre 50 kmq (pensiamo che il Torrente Bares, uno dei più impegnativi torrenti Italiani ha 9 kmq). I rilievi che delimitano lo spartiacque raggiungono i 5000 m di quota e, ovviamente, presentano nevi e ghiacciai perenni.

Le portate d’acqua sono fenomenali e, quindi, la percorrenza è possibile solo in periodi stagionali scarsi di precipitazioni e con freddo in quota che minimizzi la fusione nivale.

Ad ogni modo l’acqua è freddissima (4-5 gradi) ed aldilà delle difficoltà tecniche si pongono notevoli effetti fisiologici negativi.

Nel Canyoning, la scala di difficoltà “acquaticità” viene espressa con un punteggio da 1 a 7:  il Chamje Khola è valutato 7 !!

Altro aspetto di rischio è il dislivello. Nella progressione del canyon si affronta un dislivello di 2700 metri. Ci sono ostacoli verticali di ogni sorta: Calate di decine di metri, traversi, toboga, passaggi ipogei, ecc.

Il tutto con l’acqua che crea getti e turbolenze di ogni tipo.

Nel Canyoning, la scala di difficoltà “verticalità” viene espressa con un punteggio da 1 a 7:  il Chamje Khola è valutato 7 !!

Non ultima è la difficoltà connessa alla durata della progressione.

Anzitutto l’avvicinamento. Per raggiungere l’accesso del canyon si parte dal villaggio di Tal (quota 1600 m.), si deve raggiunge il valico a quota 4250 m, si percorre a mezza costa un traverso molto esposto, poi si prosegue per sali-scendi. Ci vogliono ben due giorni per arrivare alla partenza situata a quota 3650 m.

Da qui si inizia la progressione per la lunghezza di circa 9 km. L’ambiente è molto inforrato; in alcuni punti il greto è ridotto a pochi metri di larghezza, con pareti laterali alte centinaia di metri e senza alcun tipo di via di fuga.

Per la sua percorrenza sono richiesti minimo 6 giorni (dato da valutare perché mai affrontata integralmente) e, dunque, si devono allestire dei campi progressivi temporanei notturni. Questo costringe a dotarsi di molto materiale e portare con se zaini molto pesanti. Anche perché la squadra deve essere in completa autonomia per tutta la durata della percorrenza.

La possibile presenza di neve e ghiaccio, nonchè l’aumento progressivo della portata con il passare delle ore del giorno (causato dallo scioglimento dei ghiacciai/nevai presenti a monte), sono tra le difficoltà da affrontare.

Nel Canyoning, la scala di difficoltà “impegno complessivo” viene espressa con un punteggio da I a VII: il Chamje Khola è valutato VII !!

Dunque, la difficoltà attribuita a questo canyon è v7a7VII, la più alta della scala!!

Da aggiungere, infine, che con una finestra temporale così lunga per la percorrenza, le variazioni meteorologiche possono essere molto pericolose.

L’impresa diventa ancora più difficile per la completa assenza in loco di organi di soccorso e per la scarsità di collegamenti con strutture medico sanitarie adeguate in caso di necessità.