Domenica 12 novembre il nostro gruppo organizza una escursione in forra aperta a tutti i soci CAI.
Andremo alla Gola del fosso dei Ronci, immersa nel parco del Monti Lucretili. Al suo interno scorre un  torrente con acqua cristallina in uno scenario naturalistico incantevole.
Si tratta di una profonda incisione la cui morfologia è quella tipica delle forre ed, anzi, proprio il Fosso dei Ronci è tra le prime forre ad essere state scoperte ed esplorate nel Lazio secondo le tecniche del “torrentistismo”.
Il percorso prevede un avvicinamento a piedi il cui primo tratto è un sentiero in salita nel bosco e dopo aver camminato per un po’ lungo una comoda sterrata si scende nella gola per accedere al greto del torrente.
Durante il percorso è possibile ammirare la bellezza naturalistica del canyon mentre si effettuano disarrampicate, piccoli tuffi e toboga e calate su corda (verticale massima di 8 metri). L’escursione termina in corrispondenza di un’opera idraulica da dove, con una comoda strada sterrata, si arriva alle auto in 10 minuti.
Il percorso è adatto a chi vuole provare un’avventura entusiasmante e divertente pur mantenendo un approccio basilare con l’attività del canyoning  e godere di tutta la bellezza che offre un ambiente naturalistico fuori dagli ordinari percorsi dei sentieri montani.

NOTE INFORMATIVE

Tempo di avvicinamento: 1,5 ore (a piedi in salita); Verrà valutato, in base alla preparazione fisica del gruppo dei partecipanti, l’alternativa di percorrere un tratto con le auto (navetta).
Tempo di percorrenza della gola:  3/4 ore
Tempo di rientro: 10 minuti a piedi
Calata massima:  8 metri
Difficoltà compessiva: L’intero percorso è relativamente facile ed è l’ideale per tutti i neofiti che vogliono tentare un approccio tranquillo con il canyoning. Per questo motivo è proponibile anche a principianti, tenendo comunque in debita considerazione l’impegno fisico. La progressione non supera in genere le 3/4 ore, ma molto dipende dalle persone che ogni volta vanno a formare il gruppo dei partecipanti, ognuna delle quali potrebbe avere predisposizioni diverse nell’affrontarlo.

Attenzione: Occorre saper nuotare.

EQUIPAGGIAMENTO INDIVIDUALE:

Ciascun partecipante dovrà essere munito di:

  • Costume da bagno
  • Muta completa 5 mm (può essere noleggiata vedi sotto)
  • Maglia surf da indossare sotto la muta (opzionale)
  • Calze in neoprene (5 mm, oppure 3 mm per i meno freddolosi)
  • Cappuccio in neoprene (opzionale)
  • Guanti (neoprene, oppure i  meno freddolosi possono utilizzare quelli da giardinaggio invernali)
  • Scarpe da trekking alte (meglio quelle da torrentismo per chi le possiede)

Attenzione: Ricordarsi di portare un cambio asciutto completo (incluse scarpe e intimo) da tenere in auto, un asciugamano ed un sacco stagno (busta di plastica) ove riporre l’equipaggiamento bagnato.

ATTREZZATURA INDIVIDUALE:

Verrà fornita dal gruppo l’attrezzatura di progressione (nel limite delle dotazioni disponibili):

  • Casco
  • Imbragatura
  • Longe Y completa di moschettoni
  • Discensore e moschettone con ghiera
  • Zaino da torrentismo

PER NOLEGGIARE LA MUTA:

INFO

L’uscita impegnerà l’intera giornata, con partenza da Roma al mattino e spostamenti con mezzi propri. Portare acqua da bere e barrette energetiche.
Per il pasto (da consumare dopo l’escursione) ci si potrà organizzare in loco (di solito con “porchettaro”) a proprie spese. Alternativamente portarsi il pranzo al sacco.
Informazioni presso la sede CAI-Roma in Via Galvani 10 il giovedì (dalle 20.00 alle 22.00).
Referenti: SABRINA: 340 4694106 – ARMANDO: 335 6978044, è preferibile anticipare il vs arrivo inviando un messaggio.
ISCRIZIONI ONLINE: HTTPS://WWW.RED-CODE.IT/OTTO
L’iscrizione deve avvenire entro il 9 novembre, salvo anticipato esaurimento dei posti disponibili.

CONTRIBUTO SPESE:

Per partecipare è previsto il pagamento di un contributo per le spese di 15 euro (soci CAI); per i non soci CAI 25 euro (include il premio assicurativo).

DISCLAIMER

Le attività  si svolgeranno applicando tutte le misure di sicurezza. Tuttavia, la pratica torrentistica, come ogni altra attività operante in zone impervie, pone dei pericoli oggettivi ed un rischio residuo  che non possono essere del tutto eliminati.