PROGRAMMA

cilento

26 Giugno : ore 7,00 ritrovo alla Stazione Termini alla libreria Borri Books davanti alla biglietteria. . Prenderemo il treno intercity 723 delle 7,26 che arrivera’ a Sapri alle 11,45 . Andremo in albergo per lasciare i bagagli , cambiarci per indossare il costume da bagno e l’abbigliamento da escursione e  fare un rapido spuntino ad un bar . Prenderemo il bus a nostra disposizione che ci portera’ a Marina di Camerota L’itinerario per Baia degli Infreschi parte dalla spiaggia di Lentiscelle, estremo arenile orientale di Marina di Camerota, dove ha inizio un comodo sentiero sistemato a gradoni e passamani in legno. All’inizio del sentiero vi è una tabella che indica le specie arboree e floreali presenti lungo il percorso (tra cui la rarissima “Primula Palinuri” pianta che cresce esclusivamente sulle rupi costiere tra Palinuro e Scalea simbolo del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, il garofano delle rupi che fiorisce in estate, e l’iberide florida che fiorisce dall’autunno alla primavera).

La breve salita conduce tra alcuni caseggiati e terreni con ulivi secolari dove la vista spazia da Monte di Luna alle scogliere di Cala Bianca. Da qui inizia una lunga discesa su una pista sterrata che conduce fino al Vallone Viamonte, che sbocca nella piccola e incantevole baia ciottolosa di Pozzallo  . .Il sentiero prosegue attraversando una zona di macchia mediterranea fino ad arrivare a Cala Bianca, eletta nel 2013 la spiaggia più bella d’Italia da un sondaggio di Lega Ambiente. Risaliti nella parte superiore del promontorio, si giunge fino alla chiesetta di S. Lazzaro situata su di un costone roccioso che si affaccia sulla bellissima baia di Porto degli Infreschi: un’insenatura naturale ad arco con sorgenti di acqua dolce che sgorgano in alcuni punti della costa in un limpidissimo mare verde smeraldo, luogo definito dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità . Dislivello 400 m circa Diff E .  Ritorno a Marina di Camerota in barca . Riprenderemo poi il bus che ci riportera’ a Sapri in albergo . Cena .

 

27 Giugno  : Escursione al Monte Bulgheria .Colazione in albergo. Partenza ore 8,15 per S. Giovanni a Piro .Il Monte Bulgheria , la “leonessa addormentata”, appellativo attribuito dagli abitanti dei paesi alle sue pendici, , situato nella parte meridionale del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni,che sovrasta, con i suoi 1225 metri di altezza sul livello del mare, il golfo di Policastro.  Il monte Bulgheria è un punto di vista privilegiato che racconta il paesaggio montano e l’orografia del Cilento, dei comuni di Futani, Montano Antilia, Laurito, Alfano e Rofrano, del fiume Mingardo con il suo letto bianco, delle cime del Monte Cervati, del Gelbison, del Monte Stella e del Monte Cocuzzo .

Il sentiero parte dal paese di San Giovanni a Piro (450 metri s.l.m.): lasciato l’abitato e dopo aver attraversato un uliveto, lungo un sentiero tracciato dai monaci Bizantini, si arriva in località Ceraseta (520 metri s.l.m.) dove è possibile visitare il Cenobio di San Giovanni Battista, un possente complesso architettonico costituito da una chiesa con torre merlata alta circa 15 metri.

Leggenda vuole che il Cenobio di San Giovanni Battista fosse collegato, attraverso un cunicolo sotterraneo, alla grotta posta sul fianco orientale del Monte Bulgheria, dove i monaci potevano rifugiarsi in caso di attacchi; oggi un sentiero consente di arrivare ai piedi della grotta del Ceraseto, camminando lungo il costone roccioso rossastro.

Lasciata la grotta si prosegue il cammino fino ad arrivare alla sorgente Remìte a 700 metri s.l.m. dove è possibile rinfrescarsi e alleviare le fatiche, dopodiché il sentiero continua in un bosco di lecci (900 metri s.l.m.) delimitato dal muro di uno iazzo, per poi uscire dal bosco (1050 metri s.l.m.) e procedere fino ad arrivare su un crinale: si inizia, così, a salire verso la cima del monte, attraversando un bosco di castagne.

Il sentiero si fa impegnativo, il fondo pietroso porta a tre cime consecutive, tutte intorno ai 1220 metri s.l.m.: sulla prima è riposta la statua in gesso di San Francesco che tiene in mano una colomba bianca, sulla seconda un totem fatto con un mucchio di pietre mentre alla terza ci attende uno spettacolo incomparabile: il golfo di Policastro che si estende in tutta la sua bellezza di forme e di colori.

Con lo sguardo è possibile seguire la linea di costa, verso sud dalla Basilicata oltre il Cristo di Maratea fino in Calabria, all’isola di Dino, alle lontane montagne dell’Orsomarso, e nei giorni di chiaro, l’Isola di Stromboli, mentre a nord, inconfondibile nel blu del mare, si staglia la sagoma dell’Isola di Capri. Esplorare il Bulgheria camminando a piedi ci lascia una sensazione di piacere e rigenerazione dell’animo, che si arricchisce con racconti e leggende della tradizione se si ha la possibilità di fare il percorso con una persona del posto.

Dopo aver ammirato lo spettacolo offerto dalla natura, si riparte per la discesa, attraversando un’area particolarmente pietrosa e ripida, silenziosa e affascinante, detta Chiaia Grande, che prosegue tra i campi, fino a raggiungere un vecchio rudere da dove un comodo sentiero permette di ritornare a San Giovanni a Piro.  Dislivello 720 m. – Difficoltà E

Con il bus si ritorna a Sapri in albergo . Tempo sufficiente per chi vuole  andare al mare per un bagno e alle 19,30 con il bus andremo a Sicili’ dove presso l’Ustaria Rosella consumeremo la cena .

 

28 giugno : Escursione al Monte Pollino . Colazione in albergo . partenza ore 8 .  Con il bus andremo a Viggianello in Lucania . Il Monte Pollino, con i suoi 2248 m di altezza, dà il nome al Parco Nazionale e all’intero massiccio del Pollino, tra le regioni di Basilicata (Lucania) e Calabria. Il monte Pollino è affiancato dalla Serra del Prete, sul lato nord ovest, con cui si “incontra” presso il colle di Gaudolino (1684 metri di quota); scende fino alla Dolina del Pollino, sul versante meridionale, sovrastando l’area del Pollinello e il colle Gaudorosso, dove vive il Patriarca del Pollino, il più grande Pino Loricato presente in Italia e il più longevo d’Europa con i suoi quasi 1000 anni di età.  La sua cima è semi spoglia, ricca di rocce calcaree, nelle quali si trovano alcune doline. Una di queste doline accoglie un nevaio che, a volte, non vede mai sciogliere la neve. Evidenti, sul profilo della montagna, i risultati di un’antica azione glaciale: i ghiacciai principali erano due, scendendo sul versante settentrionale. I ghiacciai in ritiro, oltre ai tipici depositi morenici, hanno lasciato massi di grandi dimensioni: i cosiddetti massi erratici, facilmente visibili dai piani di Pollino e di Acquafredda. L’itinerario parte da Colle dell’Impiso (1570 m slm); si imbocca la rotabile che scende verso i Piani di Vacquarro per guadare il Torrente Frido e immettersi nel Bosco di Chiaromonte seguendo sempre il largo sentiero. Uscendo dal Bosco dopo un 1 km circa di salita si esce ai Piani di Pollino. Si attraversano i piani del Pollino in direzione della Grande Porta (m. 1954).  Si apre uno scenario fiabesco su un paesaggio che incornicia monumentali esemplari di Pino Loricato. Si attraverserà il Giardino degli Dei sino a raggiungere il crinale della serra di Crispo.  Dislivello 600 m. – Difficoltà E

Rientro in albergo .Alle ore 20 bus per Sicili dove ceneremo presso l’Ustaria Rosella .

 

29 giugno : Escursione all’Oasi del WWF . Colazione in albergo . Partenza ore 9,30 per Morigerati.  L’Oasi di Morigerati e le grotte del Bussento sono uno dei luoghi più affascinanti del Parco Nazionale del Cilento. Si trovano nel territorio di Morigerati, un piccolo borgo arroccato su uno sperone roccioso ad un’altezza di 280 metri sul livello del mare; le acque del fiume Bussento si inabissano nel territorio della vicina Caselle in Pittari, presso la Rupe, per risorgere proprio a Morigerati, dando vita a uno dei fenomeni carsici più imponenti d’Italia. L’Oasi e le grotte di risorgenza del Bussento, raggiungibili attraverso un sentiero che parte dal centro storico di Morigerati, sono dal 1985 sotto la tutela del WWF che ha deciso di allestire dei percorsi in modo da poter apprezzare e godere pienamente dell’ambiente naturale. Lungo il sentiero che porta all’oasi sono dislocate varie aree attrezzate per la sosta e per poter ammirare lo splendido paesaggio che si dipana intorno.

 

 

Percorrendo l’antica mulattiera si raggiunge un vecchio mulino in pietra costruito nei pressi di una sorgente alla fine del ‘700, restaurato e perfettamente funzionante. Il mulino utilizza per la molitura una ruota orizzontale, espressione del sapere diffuso dai monaci greci basiliani che introdussero questo sistema dopo essersi stanziati nel Cilento intorno al secolo VIII per sfuggire alle persecuzioni iconoclaste.

Proseguendo per il sentiero e costeggiando sorgenti, cascate e pozze d’acqua, si raggiunge la stazione del muschio: un luogo dal paesaggio onirico con salici e ontani ricoperti dal muschio dove il silenzio e gli odori del bosco regalano un’esperienza emozionante.

Poco distante c’è l’ingresso, alto 20 metri e largo 10, alla grotta del Bussento, dove risorge il fiume. Il suo interno è visitabile grazie ad un percorso fatto di gradoni lungo le pareti e un ponte in legno che permette di osservare sia il fondo della grotta, dove l’acqua scorre vorticosa perché risorge con impeto dalla terra, sia la volta, che presenta suggestive formazioni calciche e colate cristalline. Il basso Cilento è uno scrigno di tesori che aspetta solo di essere aperto … o scoperto. Difficoltà T

Al termine della escursione , lungo le rive del fiume Bussento , i nostri ospiti di Terre di Resilienza ci offriranno un saggio delle loro tradizioni culinarie , facendoci assaggiare i cibi e i prodotti da loro stessi preparati . Ci accommiateremo da loro sicuramente con rinpianto , ma con la volonta’ di ritornare per godere della loro ospitalita’ .

Ritorneremo quindi in bus a Sapri e dopo aver recuperato i bagagli ci dirigeremo alla stazione per prendere il treno 724 delle 17,29 che arrivera’ a Roma alle 21,28 .

 

 

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