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Dagli Appennini alle Ande

Uno spettacolo di colori, montagne e genti, attraverso immagini d’autore

 

Un viaggio etico che può cambiare la vita, un trekking in alte quote, 20 giorni in cammino tra la Montagna dei Sette Colori, il Machu Picchu e i rifugi andini. Un gruppo di 13 trekker di sette Sezioni CAI dell’Appennino Centrale venerdì 24 gennaio alle ore 19, presso la sede del CAI di Roma, via Galvani 10 (ingresso libero) raccontano  il contatto fuori dall’ordinario che hanno avuto con le comunità locali in Cordillera Blanca e descrivono la loro esperienza – per alcuni la prima – con l’aria sottile delle Ande peruviane.

L’evento con fotografie e filmati è stato organizzato dalla sezione di Roma  del Club Alpino Italiano nell’ambito del proprio calendario di eventi di cultura. Diversamente da una spedizione alpinistica che mira alla meta e all’obiettivo alpinistico, in questo caso il trekking in alta quota ha avuto tante motivazioni non da ultimo quello di impegnarsi a favore e a servizio delle popolazioni locali, per lo più povere, che vivono ai piedi della splendente Cordillera Blanca, in Sud America. Ecco perché si è trattato di un viaggio insolito, faticoso ma unico nel suo genere.

Il team, guidato dall’alpinista e fotografo professionista reatino Enrico Ferri che aveva al suo attivo un’importante spedizione alpinistica internazionale nelle Ande, era eterogeneo per preparazione atletica ed età; si è trattato di un progetto di attività sociale perché ha riunito differenti sezioni del CAI offrendo l’opportunità di partire in uno spirito di avventura e di aggregazione senza preconcetti (sezioni di Antrodoco, Amatrice, Rieti, Roma, Teramo, Frosinone e Piedimonte Matese). Un gruppetto di trekker ha tentato la dura salita alpinistica alla vetta del Nevado Pisco (m. 5760); tutti,  pur divisi in due squadre a seconda delle difficoltà dell’itinerario prescelto, hanno vissuto con pienezza, nella seconda parte del viaggio, l’esperienza del trekking in alta quota (dai 3000 ai 5000 m., sperimentando anche parte del nuovo Camino de los Dioses), immergendosi totalmente in una natura incontaminata, lussureggiante, piena di colori e di contrasti. Hanno attraversato lagune, dormito nei rifugi dell’Operazione Mato Grosso e nelle Case di Servizio, passato una notte in tenda sotto le stelle; hanno mangiato con i poveri, visitato mercati, musei e siti Inca, conoscendo da vicino la realtà operosa e sorridente delle comunità andine del Perù. E’ stata l’opportunità di accostarsi personalmente al pensiero e al fare del padre missionario Ugo De Censi, carismatico ispiratore dell’Operazione Mato Grosso che alla sua morte, lo scorso anno, ha lasciato in eredità l’impegno di occuparsi delle genti dei monti e degli altipiani della Cordillera, a rischio spopolamento. Esattamente come sta avvenendo nelle aree più interne dell’Appennino. In un mondo votato al consumismo e all’individualismo, Padre Ugo predicava la semplicità, la sobrietà e la perseveranza. Il suo amore per i poveri ha contagiato migliaia di giovani ed ha trasmesso uno straordinario insegnamento da cui occorrerebbe, oggi più che mai, ripartire.

Il progetto “Dagli Appennini alle Ande”, nato da questo viaggio, riprende il desiderio del grande missionario: dare da laici un aiuto concreto affinché i giovani restino attaccati alla loro terra, non emigrino, vivendo di montagna con dignità e portando avanti la loro tradizione culturale, religiosa, artigianale. Questo progetto parte oggi dal basso, dall’Italia Centrale della dorsale appenninica.

I 13 trekker hanno salito a piedi, con le guide del posto (alpinisti andini e guide turistiche, a seconda delle mete), siti archeologici in quota e alcune montagne: tra queste, la Montagna dei Sette Colori (mt 5.200 punta max) importante area di conservazione naturale, Sito Unesco oggi a rischio per una recente concessione mineraria per scopi estrattivi, e diversi siti archeologici Inca, tra cui il Machu Picchu, una delle Sette Meraviglie del mondo moderno, da un anno a ingresso limitato al fine di salvaguardare l’ambiente.

Partecipano  alla serata: Enrico Ferri, coordinatore del team, Ines Millesimi, Barbara Fabrizi, Giuseppe Santimarrocchi, Antonino Fabi,  Giulia Feliciani, Maria Rita Pulvirenti, Antonello Venga, Anna Ortenzi, Lucia Mazzei, Daniela Tertulliani, Maria Eugenia Schirru e Marina Guidi della Sezione  CAI di Roma.